Cominciamo da 646 o meglio ri-cominciamo da 646. Queste tre cifre erano il vecchio numero che il ns circolo aveva come iscrizione alla FIAF fino al 1994, anno in cui si decise di interrompere per una serie di motivazioni. Oggi, per continuità storica, lo abbiamo voluto mantenere rinnovando l’iscrizione.
E come più volte capita (quasi una consuetudine nel ns circolo) scelte fatte oggi ci riconnettono inevitabilmente alla storia di questa nostra associazione che è ormai prossima al quarantennio. Indubbiamente questa storia è un vanto che poche associazioni possono esibire e che ci rende orgogliosi. Senza di essa forse non ci chiameremmo più “Circolo fotografico L’Otturatore” nonostante ad alcuni questo nome ricordi troppo gli anni ‘70-’80, o molto più semplicemente la Citta’ di Boves non avrebbe più un circolo fotografico ed i nostri seppur pochi associati si sarebbero “spalmati” nei vicini circoli della provincia. Sono state veramente tante le iniziative e le cose fatte con la passione per la fotografia dal 1973 ad oggi: mostre, corsi, concorsi (quelli impegnativi della FIAF da organizzare ogni anno), pubblicazioni, libri, brochures, ore ed ore trascorse nel buio della camera oscura a stampare, serate di semplice condivisione di una passione che hanno saputo tenere insieme almeno due generazioni, soci che da foto-amatori sono passati al professionismo, e tanto altro ancora.
Con questa gratitudine alla nostra storia e a tutti i suoi artefici, nella consapevolezza che lei sola nel presente non basterebbe ad alimentare la passione per la fotografia che ha sempre e costantemente bisogno di idee, azioni e proposte, ci apprestiamo ad accogliere i nostri primi quarant’anni con nuove energie, con un occhio attento e aperto all’attualità.
Ci arroghiamo dunque questa piccola “presunzione” di poter scrivere a modo nostro una nuova pagina di storia del circolo, magari su di un iPad.
Cristiano
“Alla scoperta del Kenya” è il diario di un viaggio con fotografie e racconti. Il ns socio Daniele Molineris è l’autore delle immagini di questo viaggio compiuto lo scorso anno nell’ambito del progetto orfani del Lago Vittoria. Un reportage che si propone per una raccolta di fondi a favore dei bambini orfani.
Caro Mario,
ogni anno, tra gennaio e febbraio, quando il mestiere di piastrellista ti concedeva una tregua, partivi in viaggio, con tua moglie Rosy, verso terre lontane dal clima inconsueto per chi abita i nostri luoghi.
Eri solito preparare meticolosamente i vostri itinerari rintracciando tutte le informazioni possibili che poi, giunto sul posto, traducevi in altrettante immagini diapositive.
E ogni volta, al tuo ritorno, i compagni del circolo fotografico organizzavano una serata di proiezione nella “sala rossa” di piazza Borelli. Tu conducevi con sicurezza, documentatissimo, preciso in ogni dettaglio. La tua narrazione fluiva sullo schermo rivelando una prerogativa tanto innata quanto rara. Infatti, nel soddisfare la tua curiosità di turista impegnato, riuscivi a catturare, stuzzicare ed appagare la curiosità di coloro che guardavano le tue immagini.
Quante usanze e costumi di gente nel mondo ho scoperto grazie a te! …Frugando a caso tra i ricordi provo a citarne alcuni.
L’oasi di Antoudì, a cinquanta chilometri da Marrakech. L’arrivo dell’automezzo che ha attraversato il deserto. Uno sguardo alle spalle, sulla sconfinata distesa di sabbia appena percorsa. Le piatte casupole dei residenti. La fila di cammellieri in attesa dei turisti. Una breve salitella, poi il bivio: a sinistra per raggiungere il vecchio fortino, a destra verso l’omonima sorgente, meta dell’escursione. Cono otto immagini ci avevi raccontato tutto, in modo chiaro ed efficace. Se domani, per ipotesi, venissi paracadutato in quell’oasi, anche a distanza di anni, io saprei orientarmi senza bisogno di una guida.
E come potrei dimenticare le spettacolari vestigia di un’antica civiltà a Machu Picchu. Il lungo viale alberato che introduce al palazzo imperiale di Mogadiscio, caratteristico per la singolare struttura dei tronchi e dei rami, modellati da fasci di radici intrecciate. I tavoli dei ristoranti cubani, perennemente apparecchiati con enormi vassoi di frutta tropicale. Una fantasmagoria esotica di forme e colori: solo a guardarla, così esposta in primo piano, mi veniva l’acquolina in bocca.
Focalizzando meglio rivedo le piramidi del sole e della luna a Teotihuacan, con centinaia di gradini da scalare faticosamente per assicurarsi il vanto di una meritata istantanea sulla loro sommità. A proposito, non fu proprio in quella circostanza, dedicata al Messico, che ci invitasti a brindare con due bottiglie di autentica “Tequila”? … Quando tornasti dall’Argentina la “sala rossa” era gremita a tal punto che fummo costretti a replicare la serata.
Tu, Mario, sei stato il primo fra noi che è venuto a mancare. E sono convinto che LUI, lassù, non ti ha destinato a posare quadrelli o losanghe, di nuvole e stelle, nei grandi saloni del paradiso. Avrai certamente un incarico da “reporter” o documentarista: tipo “inviato speciale” presso gli altri pianeti abitati dell’universo. Così come, immagino, non usi più la pellicola diapositiva, ma possiedi le più sofisticate tecniche di ripresa, a noi viventi ancora sconosciute.
Oh, mi raccomando…Tieni in ordine l’archivio personale! …Giacché l’ineluttabile corso del destino, sempre in anticipo rispetto al tempo stimato, non mancherà di proporci l’occasione definitiva per assistere di nuovo alle tue proiezioni.
Arrivederci, amico
Un vecchio compagno del circolo “l’otturatore”
Eligio
Qualsiasi sodalizio, per sopravvivere, esige la partecipazione e l’impegno di tutti i suoi affiliati. Ma, per durare a lungo nel tempo, a prescindere dalle singole competenze democraticamente attribuite, è necessario che maturi all’interno del gruppo, in modo spontaneo, una presenza trainante.
Una figura capace di assumere e gestire in proprio, senza farlo pesare, la responsabilità di ciascuno, qualora non fosse del tutto finalizzata.
Il circolo fotografico L’Otturatore di Boves, raggiunto il trentottesimo anno di attività , ha sempre avuto la fortuna di annoverare tra i suoi membri una figura carismatica, intesa come motore che spinge all’azione, guida e trascina i compagni.
Tra gli anni ’70- ’80 assolvevano tale funzione i coniugi Raffaello Vado e Giuliana Campana, cofondatori del circolo. Era l’epoca dei grandi concorsi patrocinati dalla F.I.A.F (*). Le esposizioni venivano allestire nel salone consiliare del Comune con la partecipazione di fotoamatori provenienti da tutto il territorio nazionale.
Nel corso degli anni ’90 il ruolo veniva assunto e proficuamente vissuto dal Sig. Beppe Andreis. A quel tempo si andava diffondendo la moda delle serate con proiezione di immagini diapositive e commento sincronizzato. Laboriosi racconti e documentari, la cui realizzazione impegnava il circolo per mesi, che venivano poi presentati in occasione di sagre paesane o presso varie associazioni culturali. Si rafforzava altresì il coinvolgimento artistico del gruppo con alcune pubblicazioni locali come il “Boves, voci di una comunità” oppure i classici calendari della “Corall”.
Nell’ultimo decennio la presenza trainante si è rivelata nella persona di Michele Siciliano, autentico “propulsore” nonché “salvatore” del sodalizio in un particolare momento di crisi. Individuo generoso, intuitivo, costante nell’impegno, simpaticamente impulsivo e passionale, risoluto nel perseguire gli obiettivi comuni. E’ stato recentemente nominato “Presidente Onorario”a titolo di riconoscimento per le numerose iniziative di cui, negli anni, si è reso protagonista. Tra queste meritano un cenno alcune di notevole rilievo: la pubblicazione del libro fotografico “Le nostre radici”, l’ adesione al programma nazionale di “Film Commission” per l’individuazione delle “location” e “set” cinematografici o televisivi nella zona di Cuneo, la mostra allestita nel salone espositivo della Provincia, durata quindici giorni, con gigantografia di richiamo in corso Nizza e la documentazione fotografica dell’intera collezione di dipinti a corredare il libro “Impressioni” di Adriana Filippi.
L’attuale direttivo, eletto da poche settimane e presieduto da Cristiano Cerato, sembra lodevolmente intenzionato. Ma, al momento non ha storia alle spalle. Ed è risaputo che la misura dell’impegno profuso non sempre ha un riscontro immediato. Sovente è come un germoglio che sboccia a distanza di tempo. Quindi va aggiornato ad altra occasione un giudizio pertinente.
Eligio Baudino
(*) F.I.A.F. = Federazione Italiana Associazioni Fotografiche
Si è conclusa con un successo la mostra collettiva 2011 svoltasi durante i festeggiamenti del locale patrono, San Bartolomeo.Il bilancio dei tre giorni di esposizione non può che incoraggiarci a proseguire in questa direzione ; il pubblico ha costantemente affollato i locali della manifestazione e, grazie anche all’ambientazione suggestiva dell’ex Confraternita Santa Croce, il risultato è stato stupefacente.
Foto di Enrico Lorenzetti
Gli apprezzamenti sono stati numerosi. Il livello qualitativo delle fotografie esposte migliora di anno in anno e questo lo si può intendere anche leggendo i commenti scritti che sono stati lasciati sul quaderno dell’evento.
Un ringraziamento particolare va a chi ci è venuto a trovare, ai soci che con maggiore impegno hanno realizzato le strutture espositive ed agli amici che, con costanza, hanno offerto la loro disponibilità per accogliere i visitatori.
( S.Dalmasso )
Nell’attesa della mostra collettiva 2012 abbiamo pensato di trasferire le immagini della mostra 2011 al nostro sito internet in una galleria dedicata. Per coloro che avranno il piacere di vedere o ri-vedere la mostra CLICCARE QUI ![]()
Foto di Simone Dalmasso